Per capire come alimentarsi ed idratarsi in una gara di lunga durata in montagna quale la “Magredi Mountain Trail 100 Mile”, dobbiamo conoscere il percorso ed i consumi energetici della corsa, aspetto quest’ultimo non semplice per quanto riguarda la corsa in montagna.

I CONSUMI ENERGETICI

Partirei dunque dal consumo energetico della corsa che su tapis roulant in piano è di 0,97 kcal/kg/km: la particolarità che risalta da questo dato è che consumo della corsa è velocità-indipendente, particolarità che la distingue dal consumo energetico dalla marcia, in cui il consumo è proporzionale alla velocità, andando da 0,30 kcal/kg/km per il cammino lento (a 4km/h) fino a 0,72 kcal/kg/km per il cammino veloce (a 6km/h).

Semplificando le cose possiamo considerare il costo energetico medio della MMT100 pari a 1kcal/kg/km: l’approssimazione è a mio avviso accettabile poiché se da un lato vi sono numerose variabili che da un lato lo aumentano e dall’altro lo diminuiscono.

Ciò che riduce il costo energetico della corsa:

  • alcuni tratti che inevitabilmente vanno camminati: il costo energetico della corsa è di molto inferiore a quello della corsa (anche se tanto maggiore è la pendenza, tanto più esso si avvicina a quello della corsa, v. oltre)
  • circa un terzo della gara prevede corsa in discesa, momento in cui il consumo diminuisce in modo significativo

Ciò che aumenta il costo della corsa negli ultratrail montani:

  • il camelbak: poiché rende meno coordinato il gesto della corsa
  • il chilometraggio: dopo i 40 km il gesto della corsa diventa meno fluido e meno economico. Si stima che dopo tale distanza il costo aumenti dello 0,12% per ogni km percorso.
  • fondo: il sentiero e gli sterrati non sono un tapis roulant e la loro irregolarità determina un aumento delle richieste energetiche

IL COSTO ENERGETICO DI CAMMINO E CORSA A DIVERSE PENDENZE

Un’analisi del costo energetico del cammino e della corsa a diverse pendenze, sia positive sia negative è stata realizzata in un lavoro del 2002 (Energy cost of walking and running at estreme uphill and downhill scope, J App Physiol 93: 1039-1046, 2002), da cui si possono ricavare i dati dei consumi (misurati su tapis roulant e su 10 atleti di livello).

Per il cammino i consumi a diverse pendenze sono qui sotto riportati:

  • per pendenza di – 45%il consumo del cammino risulta 0,83 kcal/kg/km (x 2,2 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di – 40% il consumo del cammino risulta 0,77kcal/kg/km (x 2,0 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di – 35%il consumo del cammino risulta 0,64 kcal/kg/km (x 1,6 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di – 30%il consumo del cammino risulta 0,52 kcal/kg/km (x 1,3 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di – 20%il consumo del cammino risulta 0,31 kcal/kg/km (x 0,8 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di – 10%il consumo del cammino risulta 0,19 kcal/kg/km (x 0,5 volte rispetto al basale)
  • in pianoil consumo del cammino risulta 0,39 kcal/kg/km
  • per pendenza di + 10%il consumo del cammino risulta 1,12 kcal/kg/km (x 2,9 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di + 20%il consumo del cammino risulta 1,93 kcal/kg/km (x 4,9 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di + 30%il consumo del cammino risulta 2,70 kcal/kg/km (x 6,9 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di + 35%il consumo del cammino risulta 3,04 kcal/kg/km (x 7,8 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di + 40%il consumo del cammino risulta 3,52 kcal/kg/km (x 9,0 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di + 45%il consumo del cammino risulta 4,12 kcal/kg/km (x 10,6 volte rispetto al basale)

I dati sono riportati nel grafico 1, in cui le colonne blu esprimono il consumo espresso in kcal/kg/km: da esso si evince il fatto che il consumo minore si ha per pendenze negative comprese tra meno 10-15%. Per pendenze inferiori il consumo aumenta in quanto è necessario impiegare energia “in frenata”. Il dispendio energetico risulta però assai maggiore per le alte pendenze. Un dato molto interessante è fatto che per il cammino a pendenze già del 10% il consumo (1,1 kcal/kg/km) risulta nettamente superiore (+38%) a quello della corsa in piano (0,8 kcal/kg/km): dunque per chi -non potendo correre- volesse consumare calorie camminando, è consigliabile la marcia in salita, in virtù del consistente aumentato dispendio energetico.

 

GRAFICO 1: costo energetico (kcal/kg/km) della marcia a diverse pendenze

g1

Il dispendio può anche essere visualizzato non in valore assoluto ma relativo (grafico 2), prendendo come riferimento il consumo energetico del cammino in piano e considerandolo pari a uno. In questo modo dal grafico 2 si può meglio quantificare l’incremento dovuto alla pendenza che se raddoppia nelle discese estreme (-45%), per le salite estreme(+45%) giunge a valori quasi 11 volte più alti rispetto a quelli del cammino in piano.

 

GRAFICO 2: costo energetico relativo (rispetto a cammino in piano, considerato come valore numerico di 1) della marcia a diverse pendenze

g2

Per la corsa i consumi a diverse pendenze sono qui sotto riportati:

  • per pendenza di – 45%il consumo della corsa risulta 0,94 kcal/kg/km (x 1,2 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di – 40% il consumo della corsa risulta 0,83kcal/kg/km (x 1,0 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di – 35%il consumo della corsa risulta 0,67 kcal/kg/km (x 0,8 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di – 30%il consumo della corsa risulta 0,58 kcal/kg/km (x 0,7 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di – 20%il consumo della corsa risulta 0,41 kcal/kg/km (x 0,5 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di – 10%il consumo della corsa risulta 0,46 kcal/kg/km (x 0,6 volte rispetto al basale)
  • in pianoil consumo della corsa risulta 0,81 kcal/kg/km
  • per pendenza di + 10%il consumo della corsa risulta 1,37 kcal/kg/km (x 1,7 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di + 20%il consumo della corsa risulta 2,13 kcal/kg/km (x 2,6 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di + 30%il consumo della corsa risulta 2,99 kcal/kg/km (x 3,7 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di + 35%il consumo della corsa risulta 3,45 kcal/kg/km (x 4,3 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di + 40%il consumo della corsa risulta 4,02 kcal/kg/km (x 5,0 volte rispetto al basale)
  • per pendenza di + 45%il consumo della corsa risulta 4,52 kcal/kg/km (x 5,6 volte rispetto al basale)

I dati della corsa sono presentati nel grafico 3, in cui le colonne verdi esprimono il consumo (espresso in kcal/kg/km): a differenza di quanto avviene per il cammino (ove il consumo minore si ha per pendenze negative comprese tra meno 10-15%), per la corsa il minor dispendio energetico si ha per pendenze negative maggiori, ossia comprese tra meno 15-20%. Anche per la corsa, per pendenze ancora inferiori, il consumo tende ad aumentare ed è dovuto all’energia necessaria per frenare l’inerzia del corpo in discesa. Anche per la corsa, all’aumentare della pendenza il dispendio energetico diviene via via molto più alto (e –al di là di fattori meccanici o legati all’allenamento- costituisce uno dei motivi per cui l’organismo preferisce camminare che correre). Alle pendenze più alte (oltre il 20%) il costo energetico della corsa è pressoché equivalente a quello del cammino: risultando inferiore solo del 9-12%.

 

GRAFICO 3: costo energetico (kcal/kg/km) della corsa a diverse pendenze

g3

L’analisi dei dati relativi (grafico 4), che considerano pari ad 1 il consumo della corsa in piano, esprimono un colpo d’occhio interessante relativo alla corsa: esso aumenta di 5,5 volte per le pendenze estreme, quando si raggiunge verosimilmente il limite del massimo consumo energetico della “macchina-uomo”.

 

GRAFICO 4: costo energetico relativo (rispetto alla corsa in piano, considerato come valore numerico di 1) della corsa a diverse pendenze

g4

Il seguente grafico 5 rappresenta la differenza di consumo energetico (espresso in kcal/kg/km) tra cammino (blu) e corsa (verde) alle diverse pendenze: da notare che le differenze più rilevanti si registrano per pendenze comprese tra il piano ed il meno 10%, per smussarsi invece a pendenze negative o positive più alte.

 

GRAFICO 5: confronto del costo energetico (kcal/kg/km) tra marcia e corsa a diverse pendenze

g5

L’ultima analisi è il confronto tra le variazioni relative del consumo in relazione al cammino e alla corsa in piano, al cui dispendio è stato assegnato il valore di 1.

 

GRAFICO 6: confronto tra costo energetico relativo (rispetto alla corsa ed al cammino in piano, considerati come valore numerico di 1) a diverse pendenze

g6

Il dato che risalta è che all’aumentare della pendenza entrambe le due modalità divengono molto più dispendiose ma cresce molto di più il consumo (relativo) del cammino (di quasi 11 volte) rispetto a quello della corsa (di 5,6 volte).

I KM-SFORZO

Le caratteristiche che differenziano e complicano il calcolo del consumo energetico rispetto alla corsa in piano sono la presenza di salite e discese: estrapolare dai costi energetici ottenuti su tapis roulant a diverse pendenze è un’operazione complessa da farsi e poco predittiva del valore esatto, per la presenza di numerose variabili. Trovo più utile rifarmi all’ipotesi di approssimazione metabolica secondo cui 100 metri di salita equivalgano a 1km di corsa in piano: anche avendo personalmente testato tale equivalenza, mi sembra che la stima che essa fornisce sia ragionevolmente vicina all’effettivo consumo reale.

Secondo questa ipotesi i 7200 metri di dislivello positivo equivalgono pertanto a 72,0km, che si vanno a sommare ai 160,5km del percorso, realizzando un equivalente distanza di 232,5 km, che per differenziarli dall’unità lineare chiameremo km-sforzo.

IL CALCOLO DEL COSTO ENERGETICO DELLA “MMT100MILE”

Postulato che il valore di 1kcal/kg/km sia un buon punto di partenza per calcolare il complessivo costo energetico di una simile gara (anche visto che proprio in virtù della lunghezza della gara, non interessa ottenere una precisione scientifica), proviamo ad effettuare una stima utile al fine di avere indicazioni pratica per capire quante calorie siano necessarie per completare lo sforzo della gara e quindi sia importante cercare di integrare.

 

Se consideriamo una persona di 70kg che ipoteticamente indossi un equipaggiamento di 5 kg (scarpe, bastoncini, camelback, vestiario, ..), quindi in totale di 75kg (ricordare che il consumo è riferito non al peso nudo, ma al peso totale), il suo consumo relativo alla gara sarà di 1/kcal/kg/km x 75kg x 232,5km =17437 kcal. Vista la lunghezza della durata della gara, a questa cifra è necessario anche sommare il consumo del metabolismo basale che risulta pari a 1kcal/kg/h: se ipotizziamo che il nostro atleta concluda la gara in 36 ore, dovremmo moltiplicare il suo peso (70kg: in questo caso non considero l’equipaggiamento) per il numero di ore (36), ottenendo un’aggiunta 2520 kcal. La gara sarà dunque costata 17437 kcal (energia per il movimento) + 2520 kcal (energia del metabolismo basale), ossia 19957 kcal (approssimabili a 20.000 kcal)

CALCOLA IL TUO CONSUMO NELLA “MMT100MILE”

A questo punto ognuno in base al proprio peso ed a quello che ipotizza per l’equipaggiamento, può realizzare la moltiplicazione con i suoi dati ed ottenere la stima del proprio personale dispendio energetico. Ricordo che la formula è la seguente: peso (corporeo + dell’equipaggiamento) x 235,5 (kmsf) + peso (corporeo) x ore previste di gara =  kcalorie.

ZUCCHERI ALLA PARTENZA

Con quanta energia disponibile partiamo per la MMT100? Gli zuccheri (raccolti in forma di glicogeno in muscoli e fegato) sono circa 500g, per un totale di 2000kcal: sono la principale e più preziosa fonte di energia per lo sport, in quanto consentono di andare ed andare sicuramente più forte rispetto all’altro carburante, ossia il grasso, una fonte pressoché inesauribile nel nostro organismo, ma di potere inferiore.

Se il nostro atleta di 75kg (compreso l’equipaggiamento) –magari immaginando di trovarsi ad una maratonina- partisse a razzo e procedesse a tutto gas (= tutto zucchero), consumando 75 kcal a km riuscirebbe a percorrere circa 27 km (2000 kcal / 75kg), piantandosi già sulla salita che da Montereale porta a Piancavallo!

Premesso che nelle gare di fondo lungo è impossibile consumare i 100% di zuccheri, consideriamo i due casi estremi, in cui nel primo caso il nostro atleta da un lato corresse ad un’andatura consona alle sue capacità e non reintegrasse altro che acqua, nel secondo caso introducesse con regolarità degli zuccheri.

ENERGETICA DELLA MMT CON NESSUNA INTEGRAZIONE

Facendo due conti possiamo capire che avendo un serbatoio di 2.000 kcal avendo un dispendio energetico di 20.000 kcal, significa che per arrivare alla fine il nostro atleta dovrebbe utilizzare una miscela di in cui il 10% dell’energia derivante dagli zuccheri ed il 90% dai grassi la cui riserva è pressoché illimitata, ma per la cui combustione è sempre necessario che vi sia una minima quota di zuccheri (“i grassi bruciano al fuoco degli zuccheri”): con una porzione così bassa di zuccheri la corsa è impossibile ed anche con una semplice camminata risulterebbe molto difficile giungere a traguardo.

ENERGETICA DELLA MMT CON L’INTEGRAZIONE IDEALE

Il caso contrario è invece rappresentato da un atleta scrupoloso che assumesse ogni ora 1 litro di bevanda contenente l’8% di zuccheri semplici: 36 litri in 36 ore sono un obiettivo non semplice da raggiungere, ma idealmente possibile.

L’8% di zuccheri significa che ogni in ogni litro di acqua sono disciolti 80 grammi di zucchero (dose tipica di un normale integratore = 320 kcal/litro): con queste quantità potremmo in da un lato idratarci adeguatamente senza rischiare l’iponatriamia (che sarebbe molto probabile se assumesse solo acqua, senza sali minerali aggiunti), dall’altro potremmo aggiungere una cospicua quantità di energia sotto forma di zuccheri semplici, che sono i più utili dal punto di vista energetico in quanto i più velocemente assimilabili e molto più performanti rispetto all’energia ricavabile dai grassi (benzina super, anziché diesel…). Gli 80 grammi moltiplicatii per 36 litri corrispondono infatti a 2880 grammi di zucchero ossia a 11520 kcal. Aggiungendo a questa quantità di energia introdotta quella della riserva di glicogeno di muscoli e fegato (2000 kcal) ottengo una quantità di zucchero disponibile di 13520 kcal, che raffrontata con la richiesta dal dispendio della gara (20.000 kcal), significherebbe il 68% di energia di origine zuccherina ed il 32% di origine da grassi.

 

Una bella differenza rispetto al caso opposto ed una quantità di energia zuccherina che potenzialmente mi consente di arrivare al traguardo correndo.

ENERGETICA DELLA MMT CON UN’INTEGRAZIONE REALISTICA

Ho considerato i due opposti in cui da un lato non vi sia nessuna integrazione calorica, dall’altro un’integrazione calorica ideale: nel mezzo vi sta la strategia di compromesso che ciascuno riuscirà o sceglierà di attuare, ricordando che la capacità di idratazione ottimale può essere migliorata e va pertanto allenata. Va tenuto conto che la massima capacità di assorbimento dell’acqua è di 2L all’ora, ma che in corso di una gara è difficile raggiungere una capacità di idratazione di 1L ad ora: tale capacità può essere allenata ed in genere è ragionevole ottenere un’idratazione pari a 0,8L/ora.

 

La realtà di ciò che faremo sta nel mezzo, tenendo conto che sicuramente una buona strategia di alimentazione è utile e necessaria per giungere al traguardo ed in buone condizione.

 

Calando il discorso nello specifico della gara MMT100miles, il mio consiglio è di partire con 2 borracce da 750ml (1,5L), che moltiplicate per i 16 ristori equivalgono a 24 litri(=7680 kcal). Sommate alle calorie di partenza (2000kcal) significa avere a disposizione 9680 kcal, sulle 20.000 kcal necessarie: un’andatura discreta, garantita da una miscela con il 48% di zuccheri ed il 52% di grassi.

UNA PROPOSTA PER PREPARARE LA PROPRIA INTEGRAZIONE

A parte le due borracce della partenza già precaricate, restano da predisporre le 2 seguenti per ognuno dei 15 successivi ristori: io consiglio di preparare la giusta porzione di integratore calcolata per 1,5 litri e disporla su 15 sacchettini (tipo quelli da congelatore), in modo che alle pause di ogni ristoro l’atleta si ferma, riempie le boracce di integratore ed acqua (si può scegliere se distribuirlo metà in una o metà nell’altra, oppure tutto l’integratore in una più concentrata ed acqua nell’altre, oppure una via di mezzo). È vero che si può obiettare che ciò implica partire con 1kg di peso in più, ma credo che il prezzo valga la candela (portarli lungo la gara ci costerà un centinaio di kcal, ma ce ne fornirà quasi 100 volte tante), poiché il peso calerà via via mano a mano che l’atleta sarà più stanco. Inoltre altro è l’assorbimento di un liquido a piccoli sorsi tra i ristori, altro ciò che viene assimilato in seguito all’ingurgitare una grande quantità durante la breve pausa del ristoro: se quando l’atleta si ferma al ristoro riesce poi a bere un’ulteriore quota di liquidi saranno altre calorie guadagnate. Infine dalla mia personale esperienza non ho mai trovato ristori in cui l’integratore fosse diluito nella corretta proporzione.

ALIMENTAZIONE CON CIBI SOLIDI

Non tutti sono in grado di assimilare alte quantità di liquidi e per molti gli stimoli della fame possono risultare incontenibili, per cui sarà più o meno inevitabile cedere alla tentazione di cibi solidi, che possono e devono essere assunti per il benessere globale dell’atleta, ma il cui apporto calorico difficilmente riuscirà ad essere superiore a quello ipotizzato con l’integrazione ottimale. Si dirà che il panino con salame, la cioccolata, la birra danno più energia dell’acqua zuccherata: ciò è parzialmente vero perché anche se il valore calorico di questi o simili alimenti potrebbe essere superiore, la loro lenta e complessa digestione assorbirebbe energie che verrebbero sottratte a quelle necessarie ai muscoli.

Per quanto riguarda i cibi solidi, direi che la frutta ha un rapido assorbimento e va preferita, ma bisogna stare attenti perché può stimolare la peristalsi quindi causare fastidiosi movimenti intestinali: banana e frutta secca possono essere in tal senso i più indicati.

Ciò che sconsiglierei sicuramente sono gli insaccati, i formaggi, le uova e gli alcolici.

Da preferire invece zuccheri complessi tipo pane e marmellata, migliore rispetto tutti gli altri tipi di biscotti. Uno zucchero complesso ma abbastanza facilmente assorbibile è quello della patata lessa. Non si sopravvaluti la cioccolata, utile per la mente, ma lentamente assorbibile per l’alta quantità di grassi. Altra bevanda molto sopravvalutata come integratore è la Coca Cola (sarà per via di tutte quelle bollicine…): insufficiente risulta il suo apporto in sali e ipertonica (= ossia con alto un contenuto in zuccheri: 10%) troppo alto rispetto l’ottimale (6-8%). Anche il the è di difficile valutazione: pochi i minerali, molto variabili i contenuti degli zuccheri che spesso vengono disciolti “a naso” (comunque risultano ipertonici quelli liquidi preconfezionati).

Un interessante alimento liquido ma che contiene anche una quota di proteine e grassi è il brodo, in cui sono presenti anche preziosi minerali e vitamine.

Dott. FRANCESCUTTO Ciro Antonio

Medico dello Sport

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